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sabato 5 aprile 2014

INFARTI e DEPRESSIONE per i VEGETARIANI?? Uno studio austriaco in controtendenza

La dieta vegetariana fa male alla salute?
L'Università di Graz ha analizzato i dati dell'Austrian Health Interview Survey in uno studio pubblicato pochi mesi fa: chi segue una dieta vegetariana è più esposto al rischio di allergie, infarti e soprattutto depressione.
Lo studio, titolato Nutrition and Health – The Association between Eating Behavior and Various Health Parameters: A Matched Sample Study e pubblicato a Febbraio 2014 sulla rivista Plos.One, partiva dall’investigazione di come il cibo influenzi il nostro stato di salute generale: un punto di partenza che si potrebbe definire quasi banale, se non fosse che comunque poggiava sulla ricerca di dati empirici che confermassero nuovamente questa inclinazione.

Le diverse opinioni tra le parti:

DA PARTE DEGLI STUDIOSI:
Stando ai dati raccolti da uno studio effettuato dall’Università di Graz, in Austria, i benefici della dieta vegetariana sarebbero sul lungo termine minori dei cosiddetti effetti collaterali, che potrebbero esporre maggiormente i vegetariani a allergie, malattie cardiovascolari, ansia e soprattutto depressione.
Nello specifico, l’analisi si è concentrata sul confronto tra vari tipi di alimentazione: dai carnivori duri e puri che consumano quasi zero vegetali fino ai vegetariani convinti, ogni piccola sfumatura è stata analizzata e categorizzata in macroaree. Dai risultati ottenuti tramite il sondaggio tenutosi dal Marzo 2006 al Febbraio 2007, effettuato via computer su 15474 individui maschi e femmine a partire dai 15 anni, sono emersi una serie di dati che hanno portato alla scioccante sentenza degli studiosi: chi segue una dieta vegetariana ha sì il beneficio di un basso BMI (Body Mass Index, l’indice di massa corporea che serve a verificare lo stato di sovrappeso di un corpo), ma in generale sviluppa molto di più rispetto ad un carnivoro il rischio di malattie croniche che portano spesso dal medico, o legate ad uno stato mentale non troppo sano.
Le nostre scoperte hanno rivelato che i vegetariani riportano una salute più debole, seguono cure mediche più di frequente e hanno pratiche di prevenzione della salute decisamente peggiori, oltre ad una bassa qualità della vita. […] I Nostri risultati hanno mostrato che i vegetariani riportano condizioni croniche e salute soggettivamente debole più di frequente. Questo potrebbe indicare che i vegetariani nel nostro studio si affidano alla dieta vegetariana come conseguenza dei proprio disordini alimentari, visto che la dieta vegetariana è spesso indicata come metodo per perdere peso o migliorare la propria salute. Sfortunatamente non è stato analizzato l’apporto di cibo, ad esempio con la conta delle calorie: non sono stati coperti questi parametri.


La chiave dello studio austriaco dell’Università di Graz che ha fatto gridare al sollievo gli azzannatori di costolette è tutta qui: è uno studio selettivo, guidato da un sondaggio su abitudini alimentari svariate e spesso sbagliate, che si rivolgono all’alimentazione vegetariana come àncora di salvezza per rimediare a problemi pregressi. 
Gli stessi ricercatori, nella firma finale della loro relazione, hanno sentenziato che la parzialità del loro studio meriterebbe di essere approfondita con variabili ancora più scientifiche e studi più mirati.

LA CONTROPARTE:
L'alimentazione vegetariana abbassa la pressione del sangue, è un elisir di lunga vita contro l'invecchiamento e fa bene al cuore. Ecco soltanto alcuni dei benefici della dieta vegetariana che la ricerca scientifica ha messo in luce nel corso degli ultimi anni. Ora lo studio condotto in Austria si muove in controtendenza e sottolinea che in realtà i vegetariani non godrebbero di una salute migliore rispetto a chi segue un'alimentazione convenzionale.

I rischi sarebbero legati proprio ad una dieta normalmente considerata salutare come quella vegetariana, dunque caratterizzata da una riduzione dell'apporto di grassi saturi e colesterolo, soprattutto per via dell'incremento del consumo di frutta e verdura e di cereali integrali.Si tratta di uno studio molto controverso, che è già stato accusato di supportare gli interessi dell'industria della carne. Secondo i dati raccolti dai ricercatori, la dieta vegetariana porta con sé un rischio più elevato di cancro, di allergie e di problemi di salute mentale, come ansia e depressione.
Lo studio, come sottolinea The Independent, ha utilizzato i dati provenienti dall'Austrian Health Interview Survey per esaminare le abitudini alimentari e le differenze tra gli stili di vita tra onnivori e vegetariani. I 1320 soggetti coinvolti includevano 330 vegetariani, 330 persone che mangiavano carne ma anche molta frutta e verdura, 300 individui che seguivano una dieta piuttosto convenzionale ma a ridotto consumo di carne ed altri 300 che per abitudine mangiavano molta carne.
I ricercatori hanno evidenziato che ai vegetariani si associano un minor consumo di alcolici e unindice di massa corporea inferiore. Nonostante ciò, i soggetti vegetariani si troverebbero in uno stato di salute fisica e mentale peggiore rispetto agli altri. A loro parere, lo studio dimostra che gli adulti austriaci che seguono una dieta vegetariana hanno una salute e una qualità della vita peggiore, e dovrebbero sottoporsi a maggiori controlli medici.
Un'affermazione simile potrebbe scontrarsi con l'esperienza di vita di quei vegetariani che, dopo aver rinunciato a carne e pesce, hanno potuto godere di un evidente miglioramento della salute e del vantaggio di ammalarsi molto raramente. I ricercatori austriaci sono però di parere ben diverso ed hanno annunciato di voler approfondire le cause che porterebbero i vegetariani a risultare più esposti ad allergie, cancro, ansia e depressione.
dieta vegetariana studio austria
In conclusione, le nuove affermazioni dei ricercatori non coincidono con le raccomandazioni fino ad ora indicate dagli esperti per prevenire malattie purtroppo sempre più diffuse, come i tumori: riduzione del consumo di carne e aumento delle porzioni di frutta, verdura e cereali integrali da portare sulle nostre tavole. Per stessa ammissione dei ricercatori austriaci, saranno necessari ulteriori studi per comprendere il reale impatto delle differenti scelte alimentari sulla salute.
Molti si chiederannno, ad esempio, in che modo una dieta ricca di cibi sani, come frutta e verdura, possa risultare nociva. Evidentemente, un confronto tra dati non basta per dichiarare che la dieta vegetariana sia davvero dannosa per la salute.

A detta degli stessi autori lo studio necessita di ulteriori approfondimenti, ma dal mondo del vegetariani e dei vegani si levano le prime critiche:

 "Si tratta di uno studio su dati incrociati e non evolutivi, condotto su una determinata popolazione in una determinata frazione di tempo - spiega Paola Segurini, responsabile del settore veg della Lav (Lega antivivisezione) - in più i dati del sondaggio preso come riferimento sono del 2006-2007, molte cose oggi sono cambiate rispetto a quegli anni, c'è maggiore consapevolezza da parte delle persone sul ruolo importante che un alimentazione sana gioca per la salute".
"Inoltre - spiega ancora la responsabile del settore veg della Lav - nello studio la maggior parte delle persone definite vegetariane mangia anche pesce, ma vegetariano è per definizione colui che esclude dalla propria dieta carne e pesce" . "Insomma - conclude Segurini, che organizza anche i "mercoledì veg", una giornata a settimana con un menu a base vegetale - manteniamo ferma la nostra convinzione che mangiare vegano fa bene e assistiamo a un aumento di interesse e di attrattiva di questo tipo di alimentazione, supportati anche dalla conclusione a cui sono giunte le due maggiori autorità internazionali in materia di nutrizione, l'American Dietetic Association e i Dietitians of Canada, che in position paper stabiliscono che le diete totalmente vegetariane o vegane sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Questa posizione è basata su più di 250 lavori scientifici".



Non mancheranno ovviamente polemiche e controreazioni. Voi cosa ne pensate? Ritenete questa ricerca un’eresia o una verità di fondo c’è?



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